Colposcopia
La colposcopia è un esame diagnostico di II livello che consente la visualizzazione della portio uterina in maniera ingrandita ed approfondita grazie ad un sistema di lenti ad ingrandimento e costituisce uno strumento diagnostico fondamentale per le donne con test anomalo di screening del cervicocarcinoma.
Gli obiettivi dell’esame sono una valutazione accurata della cervice uterina, della vagina e, non meno importante, l’individuazione della Giunzione Squamo-Colonnare (GSC) in tutto il suo decorso per esplorare dettagliatamente la zona di trasformazione ed individuare aree sospette, loro localizzazione, ampiezza e severità per un corretto esame bioptico e successiva scelta terapeutica del caso (trattamento escissionale contro follow up).
L’esame prevede una prima fase di osservazione colposcopica diretta della portio e della vagina previa apposizione di speculum e soluzione fisiologica; successivamente si procede all’osservazione delle suddette strutture anatomiche dopo l’utilizzo di due reagenti: acido acetico e soluzione di Lugol. Il primo reagente (acido acetico 3-5%) induce una coagulazione reversibile delle proteine nucleari e delle citocheratine: un epitelio squamoso normale è scarsamente nucleato quindi la reazione sarà limitata (reperto colposcopico normale). Il secondo reagente (soluzione acquosa di iodio e ioduro di potassio) conferisce una colorazione mogano al rivestimento cervicale normale come conseguenza della presenza di glicogeno nell’epitelio squamoso (reperto colposcopico normale).
Tra i reperti colposcopici anormali si annoverano: zone di trasformazione atipica G1 (epitelio bianco sottile, puntato e mosaico regolare), zone di trasformazione atipica G2 (epitelio bianco ispessito, puntato e mosaico irregolare), vasi atipici ed ulcerazioni.

